Incontriamo Tobias (International Support Human Rights), corsista di Università del Volontariato!

La giornata è molto calda e le finestre dell’aula di Volabo in cui siamo sono spalancate, nella speranza di poter far entrare un filo di aria ristoratrice.
Di fronte a noi, con il suo solito sorriso simpatico, c’è Tobias Pellicciari, fondatore dell’Associazione Onlus International Support, pronto a farsi intervistare da noi!

  International support lgbt

ECCO LA SUA STORIA!

Ciao Tobias, per iniziare parlaci un po’ della tua associazione!

T: L’associazione si chiama International Support Human Rights e si occupa prevalentemente di garantire i diritti LGBT (persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuali) e le minoranze sessuali.
In generale, noi siamo nati come un programma per l’Africa, quindi di supporto alla discriminazione LGBT in Africa, in particolare in Uganda dove abbiamo ancora delle associazioni con cui continuiamo a collaborare ancora oggi.
Successivamente ci siamo espansi in America Latina ed in Europa dove abbiamo avuto varie collaborazioni anche col Parlamento e questo ci ha permesso di allargare la nostra mission.
Attualmente, infatti, stiamo affrontando tematiche che riguardano anche l’Italia, come la questione dei documenti per le persone transessuali e il tema dei rifugiati LGBT e dei campi nel Kenya con le sue realtà.

Come hai conosciuto l’associazione di cui fai parte?

T: L’ho conosciuta possiamo dire, nel senso che l’ho realizzata!
L’ho fondata io!
È successo tramite un percorso che ho fatto: quando mi sono trasferito a Bruxelles 6 anni fa ho iniziato a collaborare con alcune testate giornalistiche e blog ed ho iniziato ad informarmi su queste realtà di forte discriminazione.
Queste tematiche mi hanno segnato e coinvolto molto per cui ho pensato di poter dare una mano in questo panorama e ho quindi deciso di formare questa associazione!

Quindi parzialmente mi hai risposto anche alla prossima domanda che sarebbe stata: C’è un episodio specifico che ti ha spinto a creare questa associazione?

T: sì, sicuramente questo, la sensibilizzazione verso queste tematiche…

C’è invece un aneddoto, un’esperienza che ti ha colpito o segnato all’interno di questa realtà di volontariato?

T: Di esperienze ce ne sono state tante, perché il percorso, che ormai dura da quasi 5 anni, è stato abbastanza lungo… Sicuramente le esperienze più belle sono state le collaborazioni con gli attivisti in Uganda, con i quali abbiamo prodotto e pubblicato alcuni articoli ed aiutato diverse persone a ricollocarsi in altri paesi, a trovare degli alloggi, a scappare dalle discriminazioni e dalla violenza.
Sempre in Uganda abbiamo supportato le persone quando c’è stata nel 2014 la legge anti omosessuale,  periodo in cui hanno iniziato questa “caccia alle streghe” verso le persone LGBT, e noi siamo andati a fare lobby tramite il Parlamento, abbiamo fatto degli eventi, abbiamo cercato di sensibilizzare le persone rispetto al panorama LGBT..

Bene, ora passiamo al tema della formazione all’interno dell’Università del Volontariato. Perché hai scelto di frequentare questi corsi?

T: Sicuramente perché volevo creare più competenze nel mio lavoro, che spazia tantissimo e nel quale ci sono tantissime cose da imparare! Quindi il mio obiettivo era sicuramente creare maggiori competenze e crescere proprio come persona, oltre ad arricchirmi con le esperienze degli altri. Direi che sì, ha funzionato, è stato un vero e proprio arricchimento sia a livello professionale che personale!

Il percorso che hai scelto di fare è impegnativo, richiede investimento di tempo e di energie, cosa ti aspetti di imparare? Un po’ ce lo hai già accennato, magari c’è qualcosa di un pochino più pratico o specifico?

T: Beh sicuramente ciò che mi aspetto di imparare è appunto un qualcosa che io stesso possa sviluppare e mettere in pratica! Qualcosa che sia spendibile nel contesto in cui opero ma, sicuramente più nello specifico, una buona comunicazione con gli altri che mi permetta di creare una rete di sostegno abbastanza forte per dare più aiuto possibile alle persone di cui si occupa l’associazione.

Eccoci alla domanda finale Tobias! Se ti diciamo Formazione nel volontariato, c’è un’immagine che ti viene in mente così di getto?

T: Mah, sicuramente la formazione io la vedo come un percorso di vita, la vita stessa può essere formazione!

Alla fine dell’intervista, Tobias ci guarda compiaciuto, felice di aver potuto condividere la sua storia ed i suoi ideali con noi e con tutti coloro che leggeranno questo articolo.

Dopo i saluti, riponiamo carta e penna nella borsa e ci incamminiamo verso casa.
Durante il tragitto ecco che la sentiamo affiorare.. non tarda mai ad arrivare.. è quella sensazione di ammirazione ma allo stesso tempo di felicità e di ottimismo che ci prende ogni volta che facciamo una chiacchierata con i volontari dell’Università del Volontariato.
La loro motivazione, il loro impegno, la loro voglia di fare è per noi continua conferma che sì, al contrario di quello che siamo portati a pensare, ci sono tante persone buone e positive nel mondo che lottano ogni giorno affinché il bene prevalga sempre!
È così che, camminando leggere, abbracciate dalla calda aria estiva, ci pervade un senso di improvvisa felicità e rassicurazione e all’improvviso tutto sembra sorriderci!

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