“Raccontami una Storia – Lo Storytelling per valorizzare il volontariato”

Martedì 15 Marzo 2016 e Mercoledì 23 Marzo si sono tenuti nella sede di Volabo – Centro Servizi per il volontariato di Via Scipione Dal Ferro 4, gli incontri del corso di Formazione “Raccontami una Storia – Lo Storytelling per valorizzare il volontariato”. Il corso è realizzato in collaborazione con il Corso di Laurea Magistrale in Scienze della Comunicazione Pubblica e Sociale dell’Università di Bologna, partner dell’Università del Volontariato. Gli obiettivi del corso riguardano l’acquisizione di una maggiore consapevolezza sulla capacità di valorizzare l’esperienza del volontariato, riflettere e confrontarsi sulle potenzialità comunicative del non profit, fornire conoscenze e strumenti di base sul metodo narrativo dello Storytelling e sperimentare la realizzazione di prodotti di Storytelling per la propria associazione. Nel corso dell’incontro, alla presenza dei molti volontari – allievi, è stato introdotto il tema dello Storytelling, metodo narrativo utile per la promozione ed il posizionamento delle idee, delle iniziative e dei valori di un’associazione in contesti e pubblici diversi. Partendo dalla definizione di Comunicazione e la stretta relazione che essa ha con i suoi destinatari, si è poi discusso del problema della molteplicità di fonti e canali della comunicazione e dell’ipermediatizzazione per poi giungere ad una prima formulazione della tappe utili alla pianificazione della comunicazione. Come ribadito a più riprese nel corso del confronto tra i docenti Pina Lalli, Claudia Capelli, Elena Scarpellini ed i volontari, uno dei punti deboli del Volontariato è infatti quello di non riuscire a valorizzare la propria attività e comunicarne il significato sociale nonchè le relazioni che vengono costruite. All’interno del corso saranno poi attivati due laboratori destinati alla creazione di storie di volontariato e di dono che una volta realizzate saranno promosse all’interno del progetto “il volontariato è un Dono di Tutti. La cultura del dono per stare bene”.
Alla fine del ciclo di incontri abbiamo scambiato 2 chiacchiere a proposito di Storytelling e volontariato con Elena Scarpellini, docente del corso.

“Ciao Elena, Che cos’è lo storytelling per te?”
“Ciao! Beh, si può dire che sia una passione a 360 gradi che mi accompagna da sempre: da piccola ero una grande amante dei film e dei libri e mi piaceva tantissimo ascoltare i racconti fatti dagli altri. Ora che sono grande invece la passione per le storie si manifesta nella curiosità che ho verso il mondo che mi circonda: ad esempio quando sono seduta al bar mi piace guardare le persone che mi sono attorno ed immaginare le loro storie, sono un’attenta osservatrice! In realtà poi, quello che noi chiamiamo storytelling è sempre esistito, si pensi alle storie tramandate di genitore in figlio ad esempio, e possiamo definirlo come “L’arte di raccontare storie”: un modo in cui si entra in contatto con gli altri.”

“Ok, e come l’uso dello storytelling può essere d’aiuto al mondo del volontariato secondo te?”

“Secondo me lo storytelling può essere utile per comunicare che l’esperienza del volontariato è colma di emozioni (dal dolore e la tristezza alla gioia) e creare ponti con persone diverse che non hanno dimestichezza con essa. La cosa pazzesca è infatti che nel mondo del volontariato convivono storie incredibili che spesso non vengono veicolate o raccontate e quello che cerco spesso di far passare nei corsi nei quali insegno è proprio entrare in un’ottica di apertura ed osservazione. Lo storytelling di per sé può essere quindi utile a creare dei punti di connessione con persone esterne al volontariato che non parlano la stessa “lingua” dei volontari. Il cambio di prospettiva che deriva da questa apertura permette di evidenziare degli aspetti legati al volontariato che in genere non emergono ma che in realtà esistono. Si pensi ad esempio al senso di comunità, fatto di condivisione e di venirsi incontro, o alla normalizzazione del rapporto tra volontario ed assistito che permette di superare l’iniziale senso di pietà e permette l’instaurazione di un rapporto umano tra i due.”

“Bene! Un’ultima domanda…Un consiglio per chi si avvicina per la prima volta allo storytelling?”

“Bisogna essere curiosi perché intorno a noi succedono tantissime cose e la nostra giornata è piena di storie: apritevi al mondo, non siate giudicanti ed osservatelo curiosi!”

Per maggiori informazioni http://www.volabo.it/
Alberto Capone

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