Il docente Paolo Venturi ci parla di sé

Paolo Venturi nasce in un piccolo paese vicino a Forlì. Ci racconta che si avvicina fin da bambino al Volontariato, infatti, suo padre è stato da sempre un’attivista tra iniziative sociali e attività per la Parrocchia. Anche per Paolo il volontariato è un Modus Vivendi, tanto che si tratta di una parte della sua vita che coltiva con costanza. La voce si ferma un attimo e poi con forza definisce questa sua dedizione alle attività di volontariato come dei gesti che, per lui, sono diventati punti fermi.

Quando gli chiediamo cosa fa nella vita, Paolo, si definisce prima di tutto Direttore di AICCON ( Centro Studi promosso dall’Università di Bologna) poi, dice sorridendo di essere molte altre cose.

E’ un’economista, è autore e curatore di pubblicazioni e articoli sul non profit. Esperto di fundrasing è co-fondatore di ASSIF (Associazione Italiana Fundraiser).

E’ direttore di The Fund Raising School.

E’ membro di Comunità Scientifiche ed esperto per la Regione EmiliaRomagna sui temi della Cooperazione Sociale.

E’ docente presso l’Università di Bologna con sede a Forlì, presso la Ca Foscari di Venezia e tante altre.

I temi di cui si occupa maggiormente sono Impresa sociale, Economia Sociale ed Innovazione Sociale.

Anche se i suoi impegni sono numerosi, Paolo ha deciso di ritagliare del tempo anche per dedicarsi all’insegnamento presso l’Università Del volontariato, un mondo che, appunto, ha sempre fatto parte della sua vita.

Avere di fronte dei giovani studenti o dei corsisti volontari per Paolo non ha alcuna differenza. L’obiettivo rimane lo stesso: sollecitare il pensiero e il ragionamento ma anche dare degli elementi utili e concreti. L’approccio dunque non cambia, ci dice con forza. La sola differenza, continua con entusiasmo, è che agli studenti offre delle basi, forma dei principi. Con i corsisti invece preferisce correlare i principi all’esperienza. Paolo ha tenuto una sola lezione all’Università del Volontariato.

Come è stato il tuo rapporto con i corsisti?

«Nonostante io abbia fatto una sola lezione questa mi è bastata per assistere a dei momenti arricchenti. Nasce inevitabilmente un momento di confronto perché il Volontario ha una portata molto ricca, si nutre di un’eterogeneità di esperienze. Il volontario è una persona che dà un contributo sempre diverso anche se il fine è lo stesso».

Qual’è stato l’argomento che hai scelto di trattare all’Università del Volontariato?

«Nella prima lezione il tema di cui ho voluto parlare è stato il collegamento che si instaura tra il Fundraising e il Dono. L’obiettivo è stato quello di restituire alla persone che fanno volontariato quello che fosse l’orizzonte ultimo di fare raccolta fondi, che è un orizzonte di senso e non solo un recupero di risorse umanitarie».

Quando gli abbiamo chiesto di definire il Volontariato in una parola non ha avuto dubbi.

«Dono, Il Volontariato è la cultura del dono, cioè della relazione», ha risposto senza esitazione.

Giorgia Scancella

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